La Casa e la Cattedrale del Vescovo di Roma

Il Palazzo Apostolico Lateranense e
la Basilica di San Giovanni in Laterano

Un viaggio entusiasmante tra le pagine della storia della Chiesa, dove arte e fede si intrecciano in una fecondità luminosa che riesce a trasmettere stupore, sapienza e bellezza alle diverse generazioni. Questo itinerario è stato pensato per corrispondere al vivo desiderio di Papa Francesco che, come Vescovo di Roma, desidera valorizzare questo luogo in quanto espressione di fede, di cultura e di bellezza.

In uno dei quartieri storici dell’Urbe, attiguo alla Basilica di San Giovanni in Laterano, “Madre e Capo” di tutte le chiese di Roma e del mondo, si erge il Palazzo Apostolico Lateranense.

L’area e le costruzioni un tempo appartenute all’antica famiglia dei Laterani, furono donate da Costantino a Papa Milziade I, a seguito della vittoria ottenuta contro il rivale Massenzio presso Ponte Milvio il 28 ottobre del 312 d.C..

Costantino concesse la libertà di culto con l’Editto di Milano del 313 e si fece promotore della costruzione dei luoghi di culto per i cristiani che, fino a quel tempo, avevano professato la loro fede tra intolleranze e persecuzioni. La Basilica del Santissimo Salvatore, che in seguito si chiamerà San Giovanni in Laterano, sarà l’unica non costruita sulla sepoltura di un martire, bensì come ex voto suscepto (per grazia ricevuta), sui resti dei Castra Nova Equitum singularium, caserma dei pretoriani del rivale di Costantino, Massenzio.

Il Palazzo Apostolico Lateranense e
la Basilica di San Giovanni in Laterano

Un viaggio entusiasmante tra le pagine della storia della Chiesa, dove arte e fede si intrecciano in una fecondità luminosa che riesce a trasmettere stupore, sapienza e bellezza alle diverse generazioni. Questo itinerario è stato pensato per corrispondere al vivo desiderio di Papa Francesco che, come Vescovo di Roma, desidera valorizzare questo luogo in quanto espressione di fede, di cultura e di bellezza.

In uno dei quartieri storici dell’Urbe, attiguo alla Basilica di San Giovanni in Laterano, “Madre e Capo” di tutte le chiese di Roma e del mondo, si erge il Palazzo Apostolico Lateranense.

L’area e le costruzioni un tempo appartenute all’antica famiglia dei Laterani, furono donate da Costantino a Papa Milziade I, a seguito della vittoria ottenuta contro il rivale Massenzio presso Ponte Milvio il 28 ottobre del 312 d.C..

Costantino concesse la libertà di culto con l’Editto di Milano del 313 e si fece promotore della costruzione dei luoghi di culto per i cristiani che, fino a quel tempo, avevano professato la loro fede tra intolleranze e persecuzioni. La Basilica del Santissimo Salvatore, che in seguito si chiamerà San Giovanni in Laterano, sarà l’unica non costruita sulla sepoltura di un martire, bensì come ex voto suscepto (per grazia ricevuta), sui resti dei Castra Nova Equitum singularium, caserma dei pretoriani del rivale di Costantino, Massenzio.

La Basilica fu consacrata il 9 novembre del 318 e venne dedicata al Santissimo Salvatore da Papa Silvestro I. Ad essa, oltre che il Battistero, venne poi annesso il Patriarchium, noto come La Casa del Vescovo di Roma.

Nel corso dei secoli, tra danneggiamenti, traversie e saccheggi, questi luoghi conobbero il loro massimo splendore nel periodo medioevale, sotto il Papato di Innocenzo III e Bonifacio VIII.

Il palazzo ricoprì la funzione di Residenza dei Papi per circa mille anni, ma, al rientro dell’autorità Papale, a seguito del periodo denominato “cattività Avignovese” (1309-1377), venne abbandonato.

Come luogo scelto per ospitare il Papa venne designato il Vaticano, non solo per gli aspetti geografici che lo rendevano un luogo più sicuro, ma soprattutto in virtù della presenza della Tomba di Pietro, Principe degli Apostoli e Primo Pontefice della Chiesa Cristiana.

L’assenza forzata della presenza del Papato facilitò il processo di abbandono e di deterioramento di tutto il complesso del Laterano, sottoposto nuovamente ad una serie di scorrerie.

La Basilica fu consacrata il 9 novembre del 318 e venne dedicata al Santissimo Salvatore da Papa Silvestro I. Ad essa, oltre che il Battistero, venne poi annesso il Patriarchium, noto come La Casa del Vescovo di Roma.

Nel corso dei secoli, tra danneggiamenti, traversie e saccheggi, questi luoghi conobbero il loro massimo splendore nel periodo medioevale, sotto il Papato di Innocenzo III e Bonifacio VIII.

Il palazzo ricoprì la funzione di Residenza dei Papi per circa mille anni, ma, al rientro dell’autorità Papale, a seguito del periodo denominato “cattività Avignovese” (1309-1377), venne abbandonato.

Come luogo scelto per ospitare il Papa venne designato il Vaticano, non solo per gli aspetti geografici che lo rendevano un luogo più sicuro, ma soprattutto in virtù della presenza della Tomba di Pietro, Principe degli Apostoli e Primo Pontefice della Chiesa Cristiana.

L’assenza forzata della presenza del Papato facilitò il processo di abbandono e di deterioramento di tutto il complesso del Laterano, sottoposto nuovamente ad una serie di scorrerie.

Nonostante questo, il Palazzo continuerà a mantenere intatta la prerogativa di Patriarchium: tutti i Papi, difatti, una volta eletti al soglio pontificio, faranno la loro presa di possesso nel Laterano.

La riqualificazione urbanistica di tutto il complesso sarà ad opera di Papa Sisto V (1585-1590), il quale realizzerà, in soli cinque anni di pontificato, una serie di operazioni di ristrutturazione e di edificazione nell’area circostante e in tutta l’Urbe, allo scopo di rinnovare ed esaltare la figura della Chiesa universale e il suo Papato. Affida i lavori di esecuzione del Palazzo Apostolico a Domenico Fontana che abbatterà definitivamente l’antico Patriarchium, ormai del tutto inutilizzabile.

Per alterne vicende, Papa Sisto V non riuscì a godere del Palazzo, dimorandovi soltanto un anno, dopodiché morì; gli altri pontefici scelsero con il tempo come sede definitiva quella del Vaticano. Le attività invece che rimasero costanti presso il Palazzo apostolico furono quelle legate all’assistenzialismo benefico ed alla cura dei più bisognosi, grazie anche all’impegno di personaggi illustri come Piero Caravita e Vincenzo Carafa, inoltre, grazie a Papa Innocenzo XII Pignatelli, l’intero palazzo venne destinato “ad uso di mendicità”.

Testimonianza di questo la si trova nell’atto formale di donazione all’Ospizio dei Poveri e Invalidi di San Michele: una delle più importanti istituzioni assistenziali della Roma papale.

Zitella del Palazzo Lateranense

Infine, proprio negli spazi disponibili del Palazzo Apostolico, venne insediata la sede distaccata del Conservatorio della Divina Provvidenza, detta anche “delle Zitelle”, direttamente assoggettata all’Ospizio di San Michele.

Nell’avvicendarsi dei diversi successori al soglio pontificio vari e diversi furono gli interventi di messa in opera e valorizzazione dell’intero Palazzo: durante il 1800 venne adibito a Museo delle Arti e di Collezioni epigrafiche ed archeologiche mantenendo il lustro della sua antica tradizione.

Nel 1929, nella sala della Conciliazione avviene un evento storico importantissimo: la stipula dei Patti Lateranensi, i cui firmatari furono l’allora Capo del Governo Italiano, Benito Mussolini, e il segretario di Stato di Papa Pio XI, il Cardinale Pietro Gasparri.

Lungo questo straordinario itinerario attraverseremo le sale principali che caratterizzavano il Palazzo Apostolico fino ad arrivare all’appartamento privato del Vescovo di Roma.

Attraverso volte affrescate e magnifici soffitti ci addentreremo in ciascuna sala per poter ammirare arazzi di pregevole fattura, quadri dei grandi maestri dell’epoca e pregiati mobili antichi.

Ciascuna stanza rivelerà, attraverso le storie legate ai grandi Profeti ed Apostoli dell’Antico e del Nuovo Testamento, le allegorie e i rimandi catechetici che ivi si celano, mentre le immagini dei personaggi storici ritratti che si affacciano alle pareti ed alle tappezzerie racconteranno quella parte importantissima di storia legata alle vicissitudini papali e allo Stato Vaticano.

Il percorso continua negli ambienti privati del Sommo Pontefice: ci colpirà l’austerità di questi ambienti, una sobria eleganza, che ricorda la vera missione del Vescovo di Roma, essere al servizio di Dio e della Sua Chiesa: egli è il servus servorum Dei.

Il viaggio continuerà attraversando lo scalone che ci introdurrà nel portico della Basilica Lateranense. Attraverso la navata centrale, accompagnati dalla presenza dei Dodici Apostoli, arriveremo all’abside, il luogo dello spazio sacro che rappresenta il Cielo.

In linea perpendicolare, con il Volto di Cristo, con la Croce gemmata e la colomba dello Spirito Santo, ammiriamo la preziosa Cattedra. È questa stessa Cattedra, che conferisce al neoeletto Papa, l’autorità di successore di Pietro e di pastore, non solo della Chiesa di Roma, ma della Chiesa universale.

Solo il Vescovo di Roma può sedere su questa Cattedra, in quanto, in qualità di Vicario di Cristo, partecipa del potere stesso del Signore di pascere il gregge che gli è stato affidato.

Ecco allora l’importanza del Patriarchio prima, del Palazzo Lateranense dopo e della Basilica: «Questo è il luogo eletto e benedetto dal quale, fedelmente nello scorrere dei secoli, la roccia sulla quale è fondata la Chiesa conferma nella verità della fede tutti i fratelli, presiede nella carità tutte le Chiese e con ferma dolcezza tutti guida sulle vie della santità» (Dal Rito d’insediamento del Vescovo di Roma sulla Cattedra Romana).

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